• claudia annechini

Trovare sempre nuove strategie di comunicazione, ma non senza contenuti (ed un buon cocktail).


Parlateci di voi. Laura Casarsa e Irene Longo, rispettivamente Responsabile Comunicazione e Responsabile Didattica del Museo Gypsotheca Antonio Canova di Possagno (TV)


Laura Casarsa - Responsabile Comunicazione

Laura, quale tipo di conoscenza richiede il tuo ruolo?

Laura: Per occuparsi in modo efficace della comunicazione museale è necessario incrociare competenze scientifiche acquisibili ad esempio attraverso una laurea in materie umanistiche con la conoscenza più tecnica delle dinamiche e degli strumenti di marketing più innovativi. Per noi è importante lavorare in squadra perché riteniamo fondamentale partire dai contenuti per strutturare delle campagne di comunicazione efficaci che rispettino la mission dell'istituzione. Crediamo che le più avanzate tecnologie o trend siano sterili se non poggiano su dei contenuti importanti, e allo stesso modo i contenuti rischiano di non arrivare adeguatamente al pubblico senza una strategia di comunicazione appropriata.


Quale tipo di competenza invece richiede il tuo ruolo? Laura: Come accennato nella domanda precedente lavorare in team è fondamentale, ma lo è altrettanto la capacità di saper dare la priorità alle diverse attività che si portano avanti ogni giorno. Social, sito web, newsletter, eventi, relazioni con la stampa e molti altri progetti vengono sviluppati parallelamente ogni giorno e quindi è molto importante riuscire a stabilire le priorità e organizzare il lavoro in modo da non trascurare nulla.


L'aspetto più difficile della tua professione. Laura: Ce ne sono principalmente due. Il primo, comune alla maggior parte dei musei italiani, è la mancanza di budget a disposizione per sviluppare progetti di comunicazione. Rispetto ad altri settori, come ad esempio quello della moda nel quale ho un background, nel settore museale si è molto restii ad investire nella comunicazione, specialmente in quella digitale. Il secondo, che tra l'altro è stato proprio l'oggetto dell'ultima Museum Next a Londra si può definire come "making the change happen" (far avvenire il cambiamento): nonostante i buoni propositi e le condizioni favorevoli molto spesso è difficile attivare il cambiamento all'interno di un'istituzione culturale.


L'aspetto più stimolante. Laura: Trovare sempre nuove chiavi di lettura e nuovi strumenti per comunicare la bellezza dell'arte.


Secondo voi, in che modo le pratiche digitali contemporanee possono integrare la Museum Experience oggi? Irene e Laura: Le modalità sono tantissime, l'importante appunto è che sia un'integrazione e non una sostituzione. Al Museo Canova ad esempio, è presente una sala multimediale dove è possibile sfogliare i documenti digitalizzati altrimenti non accessibili al pubblico. Crediamo questo sia un buon esempio di come la tecnologia possa integrare l'esperienza museale offrendo maggiori contenuti.


E come può la comunicazione digitale avvicinare e coinvolgere il visitatore nella fruizione dei beni museali da remoto? Irene e Laura: I social media sono l'esempio più evidente di come sia possibile attrarre nuovi pubblici, utilizzando un linguaggio adeguato e anche tramite delle sponsorizzazioni targetizzate, e di come sia possibile anche coinvolgere i follower più attivi chiedendo una loro partecipazione attiva nella produzione di contenuti. Su Instagram ad esempio ogni martedì proponiamo il #followtuesday. Si tratta di un format molto coinvolgente che ci diverte molto per il clima informale che si è venuto a creare.

Irene Longo - Responsabile Didattica

Irene, dal punto di vista della didattica e dei contenuti, facci un esempio di iniziativa digitale alla quale hai contribuito, e che ritieni che abbia avuto un particolare successo sul pubblico. Irene: Come accennato abbiamo inaugurato qualche tempo fa la rubrica #followtuesday sul nostro profilo Ig. Attraverso un sondaggio ogni martedì mattina invitiamo i nostri followers a scegliere l'argomento o l'opera che andremo ad approfondire attraverso una serie di stories nel corso della giornata. Questa attività genera molto interesse. Lasciamo inoltre lo spazio alla box "fammi una domanda" per accogliere le curiosità che questa iniziativa genera negli utenti. La giornata termina con un post che raccoglie tutti i contenuti principali dell'argomento.





Consigli infine la visita del museo ai lettori? Irene: Ovviamente la nostra attività di comunicazione intende proprio raggiungere più pubblici possibili interessati e attirarli verso la visita reale del sito, ma al di là di questo, il Museo Gypsotheca Antonio Canova è un luogo unico. L'atmosfera che si respira entrando nella grande sala dei gessi è un'esperienza che tutti dovrebbero fare. Vedere una foto sul sito o sui social non rende davvero giustizia a questa collezione di opere canoviane unica al mondo.


Poche parole per descrivere la sua Museum Experience ideale.

Libera. Nessuno mi deve disturbare.

Musicale. Abbinare una playlist creata ad hoc per la visita.

Dettagliata. Più pannelli esplicativi da leggere ci sono meglio è.

Alcolica. Se c'è l'angolo bar va benissimo.




Ps. Avvisiamo Irene che un museo con un super cocktail bar in galleria c'è, e serve i migliori cocktail di Hobart, anzi, di tutto l'emisfero australe! E i fine settimana dei mesi più freddi, offre musica dal vivo gratuitamente... ma questa è un'altra storia, un'altro museo, un altra #MEpill.

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