• LinkedIn Social Icon
  • Facebook Social Icon
  • Instagram Social Icon
  • claudia annechini

Cime da scalare, esperienze da condividere.



Chiara architetto e Carlo CAD Designer.

Presentatevi. Siamo Chiara architetto e Carlo CAD Designer.


Di quale museo ci parlate oggi? Il museo di cui vogliamo parlare è l’ MMM Corones, museo che vuole raccontare la storia dell’alpinismo tradizionale. L’edificio, voluto da Reinhold Messner per rilanciare l’altopiano di Plan de Corones anche nella stagione estiva, è stato progettato dall’archistar Zaha Hadid, ed è molto suggestivo. La motivazione principale che ci ha spinti ad entrare è stata proprio questa: la struttura architettonica del museo riesce ad incastonarsi nell’ambiente e a rendere il panorama uno dei protagonisti della visita.


Quale oggetto esposto ha catturato maggiormente la vostra attenzione? Più che un oggetto o un’opera, la cosa che ci ha colpito di più e che ci siamo portati dentro è lo spirito dell’alpinismo. L’abbiamo inteso più come un museo filosofico e riflessivo, piuttosto che un’esposizione. Ci sono quadri notevoli, attrezzi storici con i quali gli alpinisti hanno fatto le loro imprese nel mondo, ma il cuore del museo secondo noi è l’alpinista inteso come uomo, che supera continuamente i suoi limiti, fisici e personali.


Avete imparato qualcosa di nuovo? Grazie a questa mostra e alle testimonianze storiche esposte, ci siamo fatti una piccola idea di cosa voglia dire essere alpinista e di cosa può essere l’alpinismo, al di là dello sport in sé. Il museo è nato anche come presa di distanza da quello che è l’alpinismo sportivo contemporaneo, proiettando l’utente in una riflessione del rapporto tra uomo e natura.


Vi siete sentiti coinvolti emotivamente dai contenuti della mostra? Il museo racconta attraverso frasi, citazioni, estratti di diari, le storie di famosi alpinisti che si sono confrontati con la montagna. Giusto il giorno prima avevamo fatto una bellissima e durissima escursione facendo 1100 metri di dislivello; leggendo quegli estratti abbiamo rivissuto esattamente le stesse sensazioni: la fatica, il senso di impotenza di fronte alla montagna, lo spingersi al limite per arrivare in vetta ed infine riuscire a conquistare una meta sentendosi esausti ma estremamente felici.


Con chi avete visitato la mostra?

Eravamo noi due, durante la nostra luna di miele.

Chiara: Personalmente preferisco visitare i musei insieme a qualcuno per poter condividere a caldo le sensazioni o le opere viste.

Carlo: mi piace andare a visitare i musei in piccoli gruppi con amici e famigliari, anche se una volta dentro, spesso prendo una direzione diversa soffermandomi su alcuni dettagli, perdendo di vista il gruppo.


Che impressione vi ha fatto l’architettura del museo? L’architettura è stata la motivazione principale che ci ha spinti ad entrare nel museo. La struttura è prevalentemente ipogea e con le sue linee morbide e moderne si fonde e si integra con la montagna stessa: sembra che la montagna ti accolga aprendo le sue porte. L’architettura di Zaha Hadid, fluida e dinamica, non ha dato un ritmo o una scansione al percorso museale. Come in altri suoi musei, e nonostante le ridotte dimensioni, c’è sempre un disorientamento iniziale che in questo caso ti spinge ad inoltrarti all’interno dell’esposizione, facendoti arrivare alle grandi vetrate e terrazze che si affacciano sulla valle. Fortunatamente siamo entrati durante l’ora di pranzo, e nonostante fosse la settimana di ferragosto, abbiamo evitato di incontrare troppa confusione.



Gioco di riflessi all'ingresso del museo.

Impressioni sul design espositivo? La tipologia di esposizione è abbastanza tradizionale: se si guardasse il museo in maniera superficiale, si potrebbe rischiare di vedere solo una collezione di oggetti funzionali all’alpinista e come questi si sono evoluti con il passare degli anni. Invece le riflessioni e le testimonianze scritte sono essenziali per immergersi nello spirito del museo: spunti per celebrare la montagna, momenti di confronto attraverso le parole di grandi personaggi che hanno fatto della natura il proprio credo.


Aspetti positivi o negativi dell'esperienza? Ci è piaciuta principalmente l’architettura, che in modo originale ti avvicina al mondo dell’alpinismo, esaltando il panorama e facendoti immergere in un’atmosfera contemplativa. Siamo entrati senza ben sapere cosa ci aspettasse, ed il risultato ci ha decisamente colpito.


Che sensazioni vi ha lasciato questa mostra? Consapevolezza del fatto che nulla siamo in confronto alla natura, ed il pensiero che ogni cima conquistata, ogni traguardo raggiunto, è un momento personale ma condivisibile e capito da ognuno, seppur in forme o in modi diversi, con la certezza che la natura è un’entità che ci rende tutti uguali.




Tre parole per descrivere la tua Museum Experience ideale. Chiara: Bellezza, Emozione, Riflessione

Carlo: Coinvolgimento, Sorpresa, Condivisione