• claudia annechini

AmazeME.3


Che cosa s'intente con "autonomia dell'opera d'arte" rispetto al suo creatore?

Alcune informazioni che riguardano l'artista e il suo processo creativo possono essere irrilevanti per l'esperienza estetica del fruitore. Osservando un'opera d'arte, l'idea che ci facciamo di essa, non dipende soltanto dall'oggetto che vediamo e dalla sua proiezione retinica sul nostro occhio, ma anche dalla totalità delle esperienze che abbiamo acquisito dell’oggetto stesso, dell'opera d'arte e dell'arte in genere durante tutto l'arco della nostra vita.

Per questo in Psicologia dell'arte si parla di autonomia dell'opera. L'opera fatta e finita, si sgancia dai meccanismi psichici che l'artista ha messo in atto durante la sua creazione, lasciandone una traccia più o meno evidente.

Ecco quindi che l'opera intraprende una strada più o meno autonoma.

La molteplicità di punti di vista che la investono, fa si che ciò che era carico di emozione per l'artista al momento della creazione, possa non esserlo per il fruitore al momento della visione. Nel momento in cui noi osserviamo l'opera e la interpretiamo questa ha spesso per noi significati diversi da quelli che gli sono stati attribuiti dell'artista... acquisendo significati più "nostri".


Mastandrea, S. (2015). Psicologia dell'arte. Carocci editore.

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