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  • claudia annechini

#MEpills13. Come spendo il mio tempo libero e perché?


Photo by Paul Carmona on Unsplash

IT.

Abbiamo tutti bisogno di distrarci, intrattenerci, tenerci occupati.

In questo periodo in cui dobbiamo stare a casa forzatamente ci chiediamo cosa possiamo fare per passare il tempo. Abbiamo molte valide alternative, ma non riusciamo a non pensare come organizzare il proprio tempo libero prima fosse più facile. Ecco che arriva il momento di chiedersi: come amiamo passare il nostro tempo? Perché amiamo fare certe cose piuttosto che altre? Quali sono i luoghi che scegliamo e preferiamo? E in particolare, negli spazi urbani e cittadini, quali sono le nostre opzioni?

Due studiosi australiani, Paker e Ballantyne (2002), hanno analizzato i benefici dichiarati dalle persone a seguito della visita ad importanti istituzioni pubbliche come: gallerie d'arte, giardini botanici, parchi, giardini zoologici, acquari e siti storici. Sulla base dello studio, gli autori hanno redatto un elenco di motivazioni che portano i visitatori a questi luoghi culturali e ricreativi: tra questi appare il senso di "Restorativeness", il desiderio di rilassarsi mentalmente e fisicamente, di rompere la routine settimanale e lavorativa e riprendersi dallo stress e dalla tensione quotidiana.

Hidalgo, Berto, Galindo e Getrevi (2006) hanno categorizzando i luoghi urbani distinguendoli tra attraenti e poco attraenti. La ricerca ha coinvolto i cittadini di due città europee a cui è stato chiesto di identificare il luogo visivamente più attraente e meno attraente della loro città. Le cinque categorie principali esaminate dal campione di cittadini sono state: siti storico-culturali (musei e gallerie), luoghi ricreativi per il tempo libero (anche all'aria aperta, come parchi e giardini), punti panoramici (terrazze e belvedere), aree residenziali, aree industriali. Ovviamente i luoghi storico-culturali (48,27%) e ricreativi (32,75%) sono stati considerati più attrattivi a livello estetico e più rigenerativi per lo spirito.




ENG.

We all need to distract ourselves, entertain us, keep us busy.

But in this days, in which we have to stay home forcibly, it's time to ask ourselves how we use to spend our time. We have many exciting alternatives, but we can't stop thinking of how organizing free time was easier before.

How do we love to spend our time? Which are the places where we normally prefer to go?

Paker and Ballantyne (2002) analyze the restorative attributes and benefits described by visitors in some important public institutions: art galleries, botanical gardens, parks, zoos, aquaria and historic sites. On the basis of the study, the authors drew up a list of motivations that bring visitors to these cultural and recreational places: among these appears the sense of "Restoration", the desire to relax mentally and physically, to have a change from routine and recover from stress and tension.

But if we live in the city, what are our options for having fun with a walk? Hidalgo, Berto, Galindo and Getrevi (2006) identified categories for attractive and unattractive urban places. The research involved residents from two European cities who were asked to identify the most visually attractive and unattractive place in their city. The five main categories investigated via the visitor sample were: cultural-historical places/landscapes, recreational places for leisure and/or walking, places with a view, housing areas, industrial places.

Obviously Historic-cultural (48.27%) and recreational places (32.75%), were experienced as more aesthetic and restorative.




Packer, J., & Ballantyne, R. (2002). Motivational factors and the visitor experience: A comparison of three sites. Curator: The Museum Journal, 45(3), 183-198.

Hidalgo, M. C., Berto, R., Galindo, M. P., & Getrevi, A. (2006). Identifying attractive and unattractive urban places: categories, restorativeness and aesthetic attributes. Medio Ambiente y Comportamiento Humano, 7(2), 115-133.

Annechini, C., 2017. Emotional engagement in children’s visiting experience. Combining qualitative and quantitative research in museum learning settings.